L’interruzione delle attività in Russia a causa delle sanzioni Europe espone i diritti di proprietà industriale ed in particolare i marchi stranieri a un alto rischio di decadenza e usurpazione nel paese sovietico.
La guerra ha, infatti, scatenato una vera e propria battaglia sui diritti di brevetti, marchi e opere creative. Le organizzazioni internazionali preposte alla tutela della proprietà intellettuale, come la WIPO e l’EUIPO, hanno interrotto ogni collaborazione con le autorità russe in segno di protesta. Nel frattempo, la Russia ha adottato misure drastiche, autorizzando l’uso non autorizzato di brevetti e marchi appartenenti a paesi considerati “ostili”, tra cui gran parte dell’Europa e gli Stati Uniti.
Esempi:
- Peppa Pig in Russia: Il famoso cartone animato inglese è stato liberamente copiato e adattato, senza il consenso dei titolari dei diritti.
- Fast food “clonati”: Aziende russe hanno cercato di approfittare della chiusura dei fast food occidentali registrando marchi simili e imitando i prodotti più famosi.
- Software pirata: Il governo russo ha valutato la possibilità di legalizzare la pirateria informatica, permettendo l’uso illegale di software e contenuti digitali.
Queste azioni hanno gravi conseguenze:
- Danno economico: Le imprese creative perdono i proventi derivanti dall’utilizzo dei loro prodotti e servizi.
- Disincentivo all’innovazione: La mancanza di tutela della proprietà intellettuale scoraggia gli investimenti in ricerca e sviluppo.
- Erosione dello stato di diritto: La violazione sistematica dei diritti di proprietà intellettuale mina i principi fondamentali del commercio internazionale.
Per prevenire la perdita dei propri diritti, in particolare di marchio, è fondamentale:
- Aumentare la vigilanza sui propri diritti di proprietà intellettuale registrati in Russia;
- Nel caso dei marchi rivedere la strategia di protezione e considerare il rideposito degli stessi con lievi modifiche nella classificazione dei prodotti o nell’aspetto rispetto alla versione attualmente registrata. Il rideposito del marchio nella nuova forma darà infatti origine a nuovi termini per la decadenza, ripristinando la tutela del brand.